ISPER HR Review
Settimanale sul mondo HR
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ISSN 3035-4420 - ISPER HR Review
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La ricerca analizza la gestione dell’Ageing nelle organizzazioni italiane attraverso il confronto tra la prospettiva dei lavoratori over 45 e quella della funzione HR.
I risultati evidenziano il permanere di approcci prevalentemente reattivi e una crescente percezione dell’Ageism tra i lavoratori senior, insieme alla richiesta di formazione continua, flessibilità e dialogo intergenerazionale.
Il contributo invita quindi a ripensare l’Age Management in una prospettiva lifelong, valorizzando l’esperienza come risorsa organizzativa.
La violazione di una policy aziendale può assumere rilievo disciplinare quando riguarda regole essenziali per l’organizzazione e compromette il rapporto fiduciario.
A partire da una recente pronuncia della Cassazione, il contributo analizza gli elementi che possono rendere una grave negligenza motivo di licenziamento per giusta causa, soffermandosi sul ruolo e sulle responsabilità del lavoratore, sulla reiterazione della condotta e sulla funzione concretamente svolta dalle procedure aziendali.
La Cassazione torna sul tema della vigenza del contratto collettivo e chiarisce che il singolo datore di lavoro non può recedere unilateralmente da un CCNL ancora efficace, quando la contrattazione collettiva preveda una clausola di ultrattività sino al rinnovo.
La decisione distingue il divieto di vincoli collettivi perpetui dalla diversa ipotesi di una durata pattiziamente collegata alla nuova stipulazione, confermando che la disdetta del contratto collettivo compete alle sole parti stipulanti.
Ne deriva l’illegittimità della sostituzione unilaterale del CCNL Sanità privata con altro contratto collettivo e il diritto dei lavoratori alle conseguenti differenze retributive.
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 6 novembre 2025, interviene sui criteri di scelta tra reintegrazione e tutela indennitaria nel licenziamento disciplinare.
La pronuncia chiarisce che il giudice deve ricondurre il fatto concreto alle previsioni del contratto collettivo, anche attraverso clausole generali, senza sostituire la propria valutazione a quella delle parti sociali.
Ne deriva che, se la condotta è riconducibile a ipotesi sanzionate in via conservativa, si applica la reintegrazione. La decisione rafforza il ruolo della contrattazione collettiva nella definizione delle tutele e contribuisce a una maggiore certezza applicativa.
L’articolo propone una lettura del tempo come leva di progettazione organizzativa, superando l’approccio centrato sulla sola gestione individuale.
L’accelerazione dei processi e la frammentazione delle attività richiedono interventi su priorità, flussi di lavoro e comportamenti di leadership.
Per le Direzioni HR, il tema diventa quello della qualità del disegno organizzativo e della sostenibilità della performance.
Il contributo evidenzia come una gestione consapevole del tempo possa migliorare produttività, benessere e capacità decisionale, integrando processi, modelli di lavoro e gestione delle persone.