ISPER HR Review
Settimanale sul mondo HR
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ISSN 3035-4420 - ISPER HR Review
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La Corte di Cassazione, con ordinanza del 6 novembre 2025, interviene sui criteri di scelta tra reintegrazione e tutela indennitaria nel licenziamento disciplinare.
La pronuncia chiarisce che il giudice deve ricondurre il fatto concreto alle previsioni del contratto collettivo, anche attraverso clausole generali, senza sostituire la propria valutazione a quella delle parti sociali.
Ne deriva che, se la condotta è riconducibile a ipotesi sanzionate in via conservativa, si applica la reintegrazione. La decisione rafforza il ruolo della contrattazione collettiva nella definizione delle tutele e contribuisce a una maggiore certezza applicativa.
L’articolo propone una lettura del tempo come leva di progettazione organizzativa, superando l’approccio centrato sulla sola gestione individuale.
L’accelerazione dei processi e la frammentazione delle attività richiedono interventi su priorità, flussi di lavoro e comportamenti di leadership.
Per le Direzioni HR, il tema diventa quello della qualità del disegno organizzativo e della sostenibilità della performance.
Il contributo evidenzia come una gestione consapevole del tempo possa migliorare produttività, benessere e capacità decisionale, integrando processi, modelli di lavoro e gestione delle persone.
L’articolo analizza una recente pronuncia della Corte di Cassazione sul tema della validità del licenziamento comunicato tramite posta elettronica ordinaria, chiarendo il rapporto tra forma scritta dell’atto e modalità della sua trasmissione.
Il contributo evidenzia come la legge richieda che il licenziamento sia formulato per iscritto, senza imporre necessariamente uno specifico canale di comunicazione, salvo diversa previsione espressa.
Attraverso l’esame del caso concreto e dei principi affermati dalla Corte, il testo offre indicazioni utili per HR e aziende nella gestione delle procedure disciplinari e dei recessi, richiamando l’importanza di strumenti che garantiscano certezza della ricezione pur evitando eccessi di formalismo.
Una riflessione attuale sull’equilibrio tra digitalizzazione dei processi e tutela delle garanzie del lavoratore.
La pronuncia della Corte di Cassazione affronta il tema del licenziamento per superamento del periodo di comporto nei confronti di un lavoratore disabile.
La questione centrale riguarda la possibilità di ridurre la responsabilità datoriale quando il dipendente non abbia comunicato la propria condizione di salute.
La Corte ha affermato che la natura discriminatoria del licenziamento non consente alcuna attenuazione dell’obbligo risarcitorio, neppure in presenza del silenzio del lavoratore sul proprio stato di salute.
In presenza di elementi che possano costituire un “campanello di allarme”, il datore di lavoro è tenuto ad attivarsi per verificare la situazione nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede.
Per le aziende la decisione evidenzia l’elevato rischio connesso al licenziamento per comporto in presenza di possibili condizioni di disabilità, imponendo verifiche preventive e maggiore cautela nella gestione delle assenze per malattia.
L’articolo riflette sul valore della narrazione condivisa come strumento di coesione, collaborazione e sviluppo della cultura organizzativa.
Attraverso il tema della “scrittura del team”, il contributo mostra come storie, linguaggi e pratiche narrative possano aiutare i gruppi di lavoro a costruire identità comuni, fiducia e capacità di affrontare la complessità.
La scrittura collettiva viene proposta non come esercizio creativo fine a sé stesso, ma come metodologia per far emergere dinamiche relazionali, valorizzare punti di vista differenti e sviluppare creatività condivisa.
Per le Direzioni HR, il lavoro narrativo sui team diventa così uno strumento di governance culturale, utile per rafforzare appartenenza, ascolto e qualità delle relazioni organizzative.