ISPER HR Review
Settimanale sul mondo HR
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ISSN 3035-4420 - ISPER HR Review
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La giurisprudenza recente della Cassazione chiarisce i rischi connessi al mancato assorbimento del superminimo protratto nel tempo, che può consolidarsi in un uso aziendale di miglior favore.
Il contributo analizza le condizioni per evitare il consolidarsi di tale prassi e, quando necessario, per procedere alla disdetta dell’uso aziendale, evidenziandone le implicazioni per la gestione delle politiche retributive.
La presenza di un accordo sindacale o di un’autorizzazione non è sufficiente a garantire nel tempo la conformità degli strumenti digitali utilizzati dall’azienda.
La ricerca analizza la gestione dell’Ageing nelle organizzazioni italiane attraverso il confronto tra la prospettiva dei lavoratori over 45 e quella della funzione HR.
I risultati evidenziano il permanere di approcci prevalentemente reattivi e una crescente percezione dell’Ageism tra i lavoratori senior, insieme alla richiesta di formazione continua, flessibilità e dialogo intergenerazionale.
Il contributo invita quindi a ripensare l’Age Management in una prospettiva lifelong, valorizzando l’esperienza come risorsa organizzativa.
La violazione di una policy aziendale può assumere rilievo disciplinare quando riguarda regole essenziali per l’organizzazione e compromette il rapporto fiduciario.
A partire da una recente pronuncia della Cassazione, il contributo analizza gli elementi che possono rendere una grave negligenza motivo di licenziamento per giusta causa, soffermandosi sul ruolo e sulle responsabilità del lavoratore, sulla reiterazione della condotta e sulla funzione concretamente svolta dalle procedure aziendali.
La Cassazione torna sul tema della vigenza del contratto collettivo e chiarisce che il singolo datore di lavoro non può recedere unilateralmente da un CCNL ancora efficace, quando la contrattazione collettiva preveda una clausola di ultrattività sino al rinnovo.
La decisione distingue il divieto di vincoli collettivi perpetui dalla diversa ipotesi di una durata pattiziamente collegata alla nuova stipulazione, confermando che la disdetta del contratto collettivo compete alle sole parti stipulanti.
Ne deriva l’illegittimità della sostituzione unilaterale del CCNL Sanità privata con altro contratto collettivo e il diritto dei lavoratori alle conseguenti differenze retributive.