Mensile
ISPER PROSPETTIVE HR
Riflessioni per interpretare il cambiamento
L’articolo analizza il fenomeno della “generazione sandwich”, composta da lavoratori che si trovano contemporaneamente a gestire responsabilità professionali e di cura verso figli e genitori anziani.
L’aumento della longevità e la progressiva maturazione della forza lavoro stanno modificando le condizioni della partecipazione al lavoro, con possibili ricadute sulle carriere, sulla mobilità e sulle opportunità di sviluppo.
La riflessione propone alle Direzioni HR di superare una logica di conciliazione prevalentemente individuale e di considerare la responsabilità di cura come una variabile organizzativa, intervenendo su progettazione del lavoro, leadership, flessibilità e welfare.
Il crescente mismatch tra domanda e offerta di competenze richiede alla funzione HR di superare una logica centrata sulla sola ricerca di professionalità già disponibili sul mercato.
Il contributo propone una prospettiva di skill building, nella quale co-progettazione con il sistema formativo, apprendistato e misurazione dei risultati diventano strumenti per anticipare i fabbisogni, costruire competenze e favorirne lo sviluppo e la permanenza in azienda.
Alcune letture non servono a riempire il tempo libero, ma a liberare il pensiero professionale dalle urgenze che lo restringono. Vi propongo tre libri che invitano chi opera nelle Risorse Umane a osservare l’organizzazione da prospettive strategiche: chi rischia di restare escluso, quali forme di intelligenze attiviamo nella leadership e come trasformiamo l’allungamento della vita in valore condiviso.
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l'articolo affronta il tema del rapporto tra scuola e impresa superando la lettura tradizionale del mismatch come semplice distanza tra domanda e offerta.
Il contributo evidenzia come orientamento, competenze, attrattività e qualità dell’esperienza organizzativa siano oggi leve decisive per costruire un nuovo patto generazionale.
Per le Direzioni HR, il dialogo con scuole, università e territori diventa una scelta strategica, soprattutto in un contesto segnato da calo demografico e difficoltà di reperimento delle competenze.
L’articolo richiama la necessità di progettare esperienze di orientamento, PCTO, mentoring e percorsi di inserimento più credibili, misurabili e coerenti con le aspettative dei giovani e i bisogni delle organizzazioni.
In un contesto di lavoro sempre più complesso, non basta più valorizzare il talento individuale: diventa decisiva la capacità di mettere in relazione intelligenze diverse.
L’articolo, ispirandosi anche alle riflessioni di Stefano Mancuso sul mondo vegetale, mostra come cooperazione, interdipendenza e distribuzione delle funzioni siano oggi chiavi essenziali di resilienza e innovazione.
Il tema viene sviluppato guardando alla persona, ai gruppi di lavoro, alle differenze generazionali e culturali, fino al rapporto tra intelligenza umana e artificiale.
Ne emerge una visione dell’organizzazione come spazio di connessione, ascolto e apprendimento reciproco. Una lettura che invita a ripensare le competenze davvero strategiche per il futuro del lavoro.