Mensile
ISPER PROSPETTIVE HR
Riflessioni per interpretare il cambiamento
l'articolo affronta il tema del rapporto tra scuola e impresa superando la lettura tradizionale del mismatch come semplice distanza tra domanda e offerta.
Il contributo evidenzia come orientamento, competenze, attrattività e qualità dell’esperienza organizzativa siano oggi leve decisive per costruire un nuovo patto generazionale.
Per le Direzioni HR, il dialogo con scuole, università e territori diventa una scelta strategica, soprattutto in un contesto segnato da calo demografico e difficoltà di reperimento delle competenze.
L’articolo richiama la necessità di progettare esperienze di orientamento, PCTO, mentoring e percorsi di inserimento più credibili, misurabili e coerenti con le aspettative dei giovani e i bisogni delle organizzazioni.
In un contesto di lavoro sempre più complesso, non basta più valorizzare il talento individuale: diventa decisiva la capacità di mettere in relazione intelligenze diverse.
L’articolo, ispirandosi anche alle riflessioni di Stefano Mancuso sul mondo vegetale, mostra come cooperazione, interdipendenza e distribuzione delle funzioni siano oggi chiavi essenziali di resilienza e innovazione.
Il tema viene sviluppato guardando alla persona, ai gruppi di lavoro, alle differenze generazionali e culturali, fino al rapporto tra intelligenza umana e artificiale.
Ne emerge una visione dell’organizzazione come spazio di connessione, ascolto e apprendimento reciproco. Una lettura che invita a ripensare le competenze davvero strategiche per il futuro del lavoro.
L’articolo propone una riflessione sul rapporto tra tempo e lavoro nelle organizzazioni contemporanee, evidenziando come l’iper-accelerazione produttiva stia alimentando malessere diffuso e saturazione.
La riduzione del tempo a dimensione esclusivamente quantitativa (Chronos) ha progressivamente marginalizzato altre forme di esperienza - attesa, scelta, maturazione - fondamentali per la qualità del lavoro.
In questo contesto, il dibattito sulla settimana corta diventa occasione per ripensare il legame tra tempo, valore ed energia.
Centrale il ruolo della leadership, chiamata a governare priorità, limiti e sostenibilità organizzativa, restituendo misura e senso all’esperienza lavorativa.
Nel 2026 l’Italia è arrivata a un punto di svolta demografico, che ha generato un impatto significativo sulla popolazione adulta: il numero dei caregiver ha superato quello dei genitori di figli piccoli.
La combinazione tra invecchiamento della popolazione, riduzione della forza lavoro e aumento delle fragilità ha trasformato, quindi, il caregiving familiare in una variabile che incide su produttività, benessere e retention, con una rilevanza anche macroeconomica.
In un contesto organizzativo segnato da alta competenza ma crescente stanchezza, il tema non è solo quello delle skill, ma del senso.
L’articolo esplora la spiritualità in chiave laica come leva di leadership capace di orientare motivazione, fiducia e responsabilità.
Una riflessione su come il luogo interiore da cui si guida incida su performance, relazioni e benessere.