ISPER HR Review

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ISSN 3035-4420 - ISPER HR Review

Autorevoli articoli, commenti e recensioni
sul Mondo del Lavoro e delle Risorse Umane

Hai selezionato le aree Diritto del Lavoro e Amministrazione del Personale

Area
Diritto del Lavoro

Topic
Giurisprudenza

Adlabor

N° 282

7 maggio 2026

Visualizzazioni 389

App di messaggistica e rapporti di lavoro: limiti e suggerimenti

Adlabor

L’articolo analizza l’uso delle app di messaggistica nei rapporti di lavoro, alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali. La Cassazione riconosce le chat aziendali come strumenti di lavoro, utilizzabili anche a fini disciplinari, a condizione che siano rispettati obblighi informativi e normative sulla privacy.
Un caso giurisprudenziale evidenzia inoltre come l’effettiva comunicazione prevalga sul rispetto formale delle procedure.
Il contributo sottolinea l’esigenza per le aziende di definire policy chiare e coerenti, per prevenire contenziosi e garantire una gestione corretta degli strumenti digitali.

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Area
Amministrazione Personale

Topic
Gestione Rapporto Lavoro

Luigi Rodella

N° 280

23 aprile 2026

Visualizzazioni 493

Lavoratori impatriati in smart working con figli in Italia e datore di lavoro estero

Luigi Rodella

Una recente risposta dell’Agenzia delle Entrate chiarisce l’applicazione del nuovo regime agevolativo per i lavoratori impatriati in presenza di smart working per un datore estero.
La continuità del rapporto con l’azienda straniera non costituisce causa ostativa, purché l’attività sia svolta prevalentemente in Italia.
Il documento conferma inoltre che, in presenza di figli minori residenti nel Paese, il reddito agevolabile può concorrere nella misura ridotta del 40%.
La pronuncia ribadisce l’importanza dei requisiti sostanziali e offre indicazioni operative rilevanti per la gestione fiscale del personale internazionale.

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Area
Diritto del Lavoro

Topic
Licenziamento

Pasquale Dui e Luigi Antonio Beccaria

N° 279

16 aprile 2026

Visualizzazioni 331

Telecamere oscurate e fiducia compromessa: quando il furto diventa (quasi) inevitabile

Pasquale Dui e Luigi Antonio Beccaria

Una recente sentenza della Corte di Cassazione affronta il tema del licenziamento disciplinare in presenza di condotte che alterano i sistemi di controllo aziendale.
La Corte conferma che la prova può fondarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti, senza necessità di evidenze dirette.
Particolarmente rilevante è il principio secondo cui la neutralizzazione dei sistemi di vigilanza rende consumato il fatto, anche in assenza di uscita del bene dall’azienda. La decisione ribadisce inoltre che la lesione del vincolo fiduciario prevale sull’entità economica del danno.
Restano aperti, tuttavia, interrogativi sul bilanciamento tra efficacia probatoria e tutela difensiva del lavoratore.

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Area
Diritto del Lavoro

Topic
Licenziamento

Pasquale Dui e Luigi Antonio Beccaria

N° 276

19 marzo 2026

Visualizzazioni 476

Inidoneità alla mansione e licenziamento: i limiti dell’affidamento nel giudizio del medico competente

Pasquale Dui e Luigi Antonio Beccaria

Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell’affidamento del datore di lavoro nel giudizio di inidoneità espresso dal medico competente.
Pur rappresentando un elemento tecnico essenziale nella valutazione della compatibilità tra salute e mansione, il parere sanitario non esonera automaticamente l’azienda da responsabilità in caso di licenziamento illegittimo.
Il datore di lavoro deve infatti dimostrare di aver effettuato tutte le verifiche e le misure organizzative ragionevolmente esigibili, incluse eventuali soluzioni alternative al recesso.
La decisione ribadisce che il giudizio medico non costituisce uno “schermo” automatico rispetto alle conseguenze risarcitorie del licenziamento.

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Area
Diritto del Lavoro

Topic
Mobbing

Adlabor

N° 274

5 marzo 2026

Visualizzazioni 475

Mobbing del dirigente ai danni del lavoratore: ne risponde sempre l’azienda? La parola alla giurisprudenza

Adlabor

Una recente pronuncia della Corte di Cassazione interviene sul tema della responsabilità datoriale nei casi di mobbing verticale.
Pur ribadendo l’obbligo di tutela dell’integrità psicofisica del lavoratore, la Corte chiarisce che non si configura una responsabilità oggettiva dell’azienda per ogni condotta vessatoria posta in essere da un dirigente.
Se il comportamento persecutorio è estraneo all’organizzazione aziendale e l’impresa dimostra di aver esercitato adeguata vigilanza e adottato tempestive misure correttive, la responsabilità può ricadere esclusivamente sull’autore materiale ai sensi dell’art. 2043 c.c.
La decisione offre alle Direzioni HR indicazioni rilevanti in tema di prevenzione, controllo e gestione delle segnalazioni interne.

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