ISPER HR Review
Settimanale sul mondo HR
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ISSN 3035-4420 - ISPER HR Review
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Il Tribunale di Trento, con ordinanza in data 8 settembre 2020, ha statuito il seguente principio di diritto: “nello svolgimento del rapporto di lavoro i rapporti tra le parti devono essere improntati al rispetto dei principi di buona fede e leale collaborazione, con la conseguenza che il datore di lavoro non può esigere l’adempimento della prestazione lavorativa, qualora…
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Il Centro Studi ISPER da oltre 14 anni ha messo a punto una metodologia originale di valutazione del “disagio” per il Personale Internazionale in situazione di Espatrio o Trasferta.
In questa occasione vengono presentati i risultati relativi alla Lettonia e più in particolare alla città di Riga.
Il Tribunale di Roma, con una recente ordinanza del 20 giugno 2020, ha espresso il seguente principio: “nell'ambito della peculiare emergenza sanitaria da COVID-19 la necessità di controllare un figlio disabile, per il quale risulta certificato il ruolo svolto dalla madre come presenza di fondamentale importanza per il suo equilibrio e stabilità, risulta meglio garantita dalla possibilità per la lavoratrice stessa di svolgere presso la propria residenza, in modalità smart working, i compiti assegnati…
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Il Centro Studi ISPER da oltre 14 anni ha messo a punto una metodologia originale di valutazione del “disagio” per il Personale Internazionale in situazione di Espatrio o Trasferta.
In questa occasione vengono presentati i risultati relativi all'Algeria e più in particolare alla città di Algeri.
In termini generali, il datore di lavoro, nell’esercizio dell’attività di impresa, deve invero attenersi al rispetto delle regole cautelari codificate da espresse previsioni normative, ovvero, nell’ipotesi in cui esse non siano rinvenibili, al rispetto delle norme di sicurezza “non scritte”, necessarie a tutelare l’integrità fisica dei prestatori di lavoro.
Ciononostante, il datore di lavoro non potrà essere chiamato a rispondere in ogni caso dell’infortunio occorso a un proprio dipendente, ove egli abbia improntato la propria condotta al rispetto delle regole cautelari idonee a tutelare l’integrità psicofisica del prestatore di lavoro.