ISPER HR Review
Settimanale sul mondo HR
I suoi articoli sono stati letti 424.636 volte
ISSN 3035-4420 - ISPER HR Review
ISSN 3035-4420 - ISPER HR Review
Gli algoritmi non sono mai davvero neutri: riflettono dati, scelte, priorità e talvolta anche distorsioni profonde.
In questo contributo Ruben Razzante esplora il rapporto tra Intelligenza Artificiale, bias e diritti fondamentali, mostrando come l’innovazione possa diventare tanto una leva di sviluppo quanto un fattore di esclusione.
Dalla selezione del personale ai servizi pubblici, il tema tocca da vicino organizzazioni, istituzioni e cittadini.
Sullo sfondo, l’AI Act europeo e la necessità di una governance capace di coniugare efficienza, trasparenza ed equità.
Una riflessione attuale su una delle questioni più decisive del nostro tempo.
L’articolo evidenzia come la difficoltà di attrarre candidati non sia solo economica, ma spesso legata a una debolezza nella narrazione dei ruoli.
Le persone cercano sempre più significato, coerenza e identità nel lavoro, oltre a retribuzione e benefit.
La job description diventa quindi un atto culturale e non solo descrittivo, capace di influenzare percezioni e scelte.
Un approccio narrativo all’employer branding, fondato su autenticità e allineamento tra promessa e realtà, può rafforzare l’attrattività dei ruoli.
Per le HR, la scrittura emerge come leva strategica per connettere bisogni organizzativi e aspettative individuali.
Nelle organizzazioni la scrittura è uno dei principali strumenti di coordinamento del lavoro, ma continua a essere considerata una competenza implicita e spesso sottovalutata.
Mail, report e documenti influenzano direttamente processi, decisioni e relazioni professionali.
Quando la comunicazione scritta è poco chiara o ridondante genera incomprensioni, rallentamenti ed errori evitabili. Scrivere in azienda significa quindi progettare messaggi efficaci e costruire relazioni di lavoro.
Per le Direzioni HR, investire sulla qualità della scrittura rappresenta una leva concreta per migliorare coordinamento, efficienza organizzativa e circolazione della conoscenza.
L’intervista propone una lettura diversa della ristorazione collettiva, spesso associata a precarietà ma caratterizzata da modelli organizzativi più stabili e strutturati.
La stabilità contrattuale, tuttavia, non basta più ad attrarre le nuove generazioni: crescita, formazione, qualità organizzativa e work-life balance diventano leve decisive.
Centrale è anche il ripensamento dello storytelling del settore, per valorizzare le competenze manageriali presenti nei ruoli operativi.
Sullo sfondo, la carenza di personale solleva una questione più ampia di sostenibilità dei servizi essenziali e di responsabilità delle Direzioni HR nel progettare lavoro credibile e duraturo.
Lo Scenario Risorse Umane 2026–2027 delinea un contesto segnato da incertezza strutturale, pressione sui costi e profonde trasformazioni del lavoro.
L’articolo propone una lettura integrata che affianca l’interpretazione qualitativa dello Scenario all’analisi dei dati della ricerca, mettendo in luce le principali discontinuità economiche, demografiche e tecnologiche.
Ne emerge un mercato del lavoro fluido ma fragile e una funzione HR chiamata a superare logiche difensive per assumere un ruolo realmente strategico nel governo del cambiamento.