ISPER HR Review

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ISSN 3035-4420 - ISPER HR Review

Autorevoli articoli, commenti e recensioni
sul Mondo del Lavoro e delle Risorse Umane

Hai selezionato le aree Diritto del Lavoro e Amministrazione del Personale

Area
Amministrazione Personale

Topic
Giurisprudenza

Adlabor

N° 240

5 febbraio 2025

Visualizzazioni 2994

Il lavoratore disabile ha diritto allo smart working?
La parola alla cassazione
Sentenza n. 605 del 10 gennaio 2025

Adlabor

Dal 1° aprile 2024, la legislazione temporanea che garantiva il diritto di smart working ai lavoratori disabili, è stata sostituita dall’art. 18, comma 3-bis, della Legge n. 81/2017 che prevede ora una semplice “priorità” per svolgere la prestazione di lavoro in modalità di lavoro agile, laddove vi siano degli accordi individuali di smart working, a favore di:
• lavoratori e lavoratrici disabili in situazione di gravità accertata;
• genitori di figli fino a 12 anni di età;
• genitori di figli disabili;
• caregiver.
La legislazione nazionale e sovranazionale prevede, però, anche l’obbligo per i datori di lavoro di adottare, nei confronti delle persone con disabilità, degli accomodamenti ragionevoli, come ad esempio una modifica alla mansione o all’ambiente di lavoro, necessaria per consentire a un dipendente con disabilità di svolgere il proprio lavoro.

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Area
Amministrazione Personale

Topic
Personale Internazionale

Luigi Rodella

N° 239

29 gennaio 2025

Visualizzazioni 1394

Lavoro estero: le recenti direttive fornite dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 20/E del 4/11/2024 sulla residenza fiscale

Luigi Rodella

Con la circolare emanata dall’Agenzia delle Entrate n. 20/E del 4/11/2024, sono state fornite le istruzioni operative agli uffici in materia di residenza fiscale delle persone fisiche e delle società ed enti a seguito delle modifiche apportate dal decreto legislativo 27 dicembre 2023, n. 209.
Nello specifico l’articolo 2 della citata prassi, evidenzia la nuova definizione di residenza fiscale delle persone fisiche.

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Area
Diritto del Lavoro

Topic
Licenziamento

Pasquale Dui e Luigi Antonio Beccaria

N° 237

15 gennaio 2025

Visualizzazioni 937

Pubblicazione di frasi diffamatorie sul profilo Facebook e illegittimità del licenziamento irrogato dall’azienda

Pasquale Dui e Luigi Antonio Beccaria

La vicenda in esame, recentemente scrutinata dalla Suprema Corte di Cassazione e che ha suscitato dibattiti non solo nella comunità scientifica - giuslavoristica, ma nell’intero mondo “HR”, muove da un licenziamento disciplinare, irrogato nel 2019 da parte di una società per azioni nei confronti di una lavoratrice, cui era stato contestato di aver pubblicato, sul proprio profilo Facebook, una serie di frasi diffamatorie ed offensive, sia nei confronti della società datrice di lavoro, sia nei confronti della persona dell’amministratore delegato della medesima.

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Area
Diritto del Lavoro

Topic
Giurisprudenza

Anna de la Forest de Divonne

N° 235

4 dicembre 2024

Visualizzazioni 986

Contratto a termine: la mancanza dell’informativa sul diritto di precedenza costa cara all’azienda

Anna de la Forest de Divonne

La Corte di Cassazione ha recentemente affermato che: “In mancanza di informazione da parte del datore di lavoro, in un contratto a tempo determinato sia “ordinario” che stagionale, del diritto di precedenza di cui gode il lavoratore, pur in presenza di un obbligo, seppur non sanzionato, nasce, in favore del lavoratore, un diritto al risarcimento del danno la cui determinazione è rimessa al giudice del merito”.

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Area
Amministrazione Personale

Topic
Giurisprudenza

Adlabor

N° 234

27 novembre 2024

Visualizzazioni 1063

Licenziamento del lavoratore sottoposto a custodia cautelare

Adlabor

Un lavoratore può essere licenziato a seguito della sua condanna in sede penale per fatti commessi nell'esercizio delle sue funzioni.
Tale risoluzione del rapporto di lavoro dovrà avere natura disciplinare e rispettare i generali requisiti di:
• immediatezza e specificità della contestazione;
• garanzia del diritto di difesa del lavoratore;
• tempestività nella comminazione del provvedimento disciplinare espulsivo, a seguito della condanna riportata in sede penale o anche prima della sentenza, se il datore dispone di elementi sufficienti per procedere in sede disciplinare, senza dover attendere la decisione del Giudice penale.

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